28 febbraio 2018

STOP AI GIORNALISTI AUTONOMI SENZA DIRITTI E SOTTOPAGATI



APPELLO AI CANDIDATI AL PARLAMENTO

“Stop ai giornalisti autonomi senza diritti e sottopagati”: è l’appello rivolto dalla Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi - il sindacato unitario dei giornalisti – alle forze politiche e ai candidati alle elezioni del 4 marzo. La Commissione chiede un impegno verso la parte più debole ed esposta della categoria: quella dei collaboratori esterni, senza le tutele di un contratto collettivo da dipendenti, e quasi sempre sottopagati. All’appello aderisce anche l’Assostampa Fvg.

Oggi in Italia i giornalisti collaboratori esterni, pagati a pezzo, sono il 65% della categoria. Sempre più, denuncia la Commissione lavoro autonomo della Fnsi, «la dorsale dell'informazione italiana è composta da professionisti non contrattualizzati, precari, autonomi e freelance che quotidianamente informano i cittadini dai consigli comunali, dalle aule dei tribunali, dalle periferie e dal Parlamento». Giornalisti, ma pagati con compensi quasi sempre ridicoli, decisi unilateralmente - continua il documento - dal datore di lavoro.

Otto giornalisti autonomi su dieci - ricorda l’appello - dichiarano redditi inferiori ai 10.000 euro l'anno, mentre lo stipendio medio dei dipendenti è 5,4 volte superiore. E mentre il sistema di welfare e diritti del contratto collettivo dei dipendenti è applicato a una parte sempre più ristretta della professione.

L’appello della Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi è che candidati e forze politiche si impegnino nel prossimo Parlamento per riequilibrare il mercato del lavoro dell’informazione.

Tra le iniziative richieste: l'emanazione del decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi da parte del ministero della Giustizia; la piena attuazione della legge sull'equo compenso ai giornalisti lavoratori autonomi; il sostegno all'informazione digitale di qualità; il contrasto alla diffusione delle fake news e dei discorsi di odio. 

Il testo dell’appello è consultabile e scaricabile dal sito della Fnsi, al link:
http://www.fnsi.it/stop-ai-giornalisti-autonomi-senza-diritti-e-sottopagati-appello-della-clan-fnsi-ai-candidati-alle-elezioni 

L’appello è sottoscrivibile da candidati e forze politiche del Friuli Venezia Giulia ai contatti
precari.freelance@assostampafvg.it - info@assostampafvg.it 



IL TESTO DELL'APPELLO:




ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO 2018
APPELLO AI CANDIDATI E ALLE FORZE POLITICHE

Per l’attuazione dell’Articolo 21 della Costituzione
STOP AI GIORNALISTI AUTONOMI SENZA DIRITTI E SOTTOPAGATI

La Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi, il sindacato dei giornalisti italiani, a nome dei colleghi senza contratto, precari e sottopagati, rivolge questo appello a tutti i candidati e forze politiche in lizza per le elezioni politiche del 4 marzo 2018.

La sentenza della Corte Costituzionale n. 420/1994 ha sancito con chiarezza il legame tra l’Art. 21 della Costituzione e il diritto dei cittadini ad una informazione libera, pluralista e imparziale: tutti hanno diritto ad essere informati.

Ma oggi in Italia i giornalisti collaboratori esterni, pagati “a pezzo”, sono il 65% della categoria. Sempre più la dorsale dell'informazione italiana è composta da professionisti non
contrattualizzati, precari, autonomi e freelance che quotidianamente informano i cittadini dai consigli comunali, dalle aule dei tribunali, dalle periferie e dal Parlamento. Giornalisti con la schiena dritta, ma pagati “a pezzo” con compensi quasi sempre ridicoli, imposti da editori-committenti forti, fortissimi; tanto che la possibilità di una “trattativa tra le parti” è del tutto assente: i compensi, spesso avvilenti o inaccettabili, vengono decisi unilateralmente dal datore di lavoro.

IL VOTO: “CONOSCERE, PER DELIBERARE”

Alla base di un voto consapevole ci dev’essere la conoscenza dei problemi e delle proposte, in un'ottica plurale e democratica. Un'informazione libera e indipendente è chiamata a questo, per dare attuazione a quell’idea di Democrazia Costituzionale disegnata dai padri Costituenti. Come disse Luigi Einaudi, il concetto di “conoscere per deliberare” è la base della partecipazione democratica nelle scelte del Paese.

Ma solo giornalisti nelle condizioni di poter contrattare le proprie condizioni di lavoro, ed indipendenti dal punto di vista economico, possono garantire un'informazione accurata, autorevole e senza condizionamenti. Viceversa dei giornalisti sottopagati, sfruttati e ricattabili non possono garantire una cronaca davvero indipendente, né quel diritto di critica vitale per una società civile.

Mutazioni profonde hanno sconvolto il sistema dell'informazione, trasformando sempre più il giornalismo da lavoro dipendente a libera professione.

Lo spostamento verso il lavoro autonomo e precario ha avuto effetti devastanti sui redditi: lo stipendio medio dei giornalisti dipendenti è infatti 5,4 volte superiore a quello degli autonomi
(60.736 euro lordi annui contro 11.241 lordi). 8 autonomi su dieci (l'82,7%) dichiarano redditi inferiori ai 10.000 euro l'anno, mentre il sistema di welfare e diritti, derivante dal contratto
collettivo nazionale Fnsi-Fieg è applicato ad una parte sempre più ristretta della professione: così alla discriminazione reddituale si somma la depauperazione dei diritti e del welfare professionale.

Per tutte queste ragioni, la Commissione Nazionale Lavoro Autonomo FNSI chiede ai candidati e ai gruppi politici che si presentano alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 di impegnarsi su questi temi, per equilibrare il mercato del lavoro del comparto Informazione: 

  • Prioritariamente, il Ministero vigilante dell’Ordine professionale, Dicastero della Giustizia, emani il decreto con i parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti (Legge n. 27 del 24 marzo 2012). Tale decreto permetterebbe inoltre di applicare anche ai giornalisti autonomi il diritto all’equo compenso nei confronti delle Aziende e della Pubblica Amministrazione (cd. “Committenti forti”) ai sensi della legge 172/2017. Questa finora non è applicabile ai giornalisti, mancando i parametri ministeriali di liquidazione dei compensi a cui la legge fa riferimento, e non essendo applicabili per analogia quelli di altre professioni vigilate.
  • Dare conseguentemente attuazione alla legge 233/2012 sull'equo compenso dei giornalisti non dipendenti nelle aziende editoriali, avendo come parametri di riferimento le retribuzioni dei dipendenti (Contratto nazionale di lavoro giornalistico). Tra i compiti, finora inattuati, della Commissione plurilaterale Equo Compenso, ci sono anche quelli di garantire la tracciabilità del lavoro autonomo e di sanzionare eventuali abusi o elusioni, legando le provvidenze pubbliche all'editoria - dirette o indirette - alla qualità del lavoro. Che non deve essere più sottopagato, senza diritti né tutele, come purtroppo avviene oggi.
  • Prevedere strumenti normativi per il monitoraggio del mondo del lavoro dell’Informazione, e interventi che agevolino la stabilizzazione dei giornalisti oggi solo formalmente lavoratori autonomi. Norme che garantiscano pari diritti e adeguate tutele ai lavoratori autonomi: a parità di lavoro devono corrispondere parità di diritti e di salario.
  • Sostenere l’informazione digitale di qualità e il lavoro autorevole e riconoscibile dei giornalisti, su internet e sui social network, per contrastare la diffusione di fake news e la pratica dell’ “hate speech”.

Il testo dell’appello è scaricabile dal sito della Fnsi, al link:
http://www.fnsi.it/stop-ai-giornalisti-autonomi-senza-diritti-e-sottopagati-appello-della-clan-fnsi-ai-candidati-alle-elezioni 

L’appello è sottoscrivibile da candidati e forze politiche del Friuli Venezia Giulia ai contatti:
precari.freelance@assostampafvg.it - info@assostampafvg.it 


02 febbraio 2018

TRIESTE, 15 FEBBRAIO, CORSO ODG SULLA CARTA DI FIRENZE


Con Maurizio Bekar
del gruppo di lavoro
estensore della Carta

Trieste, 15 febbraio 2018
ore 16-18 
Centro Culturale Veritas, 
via Monte Cengio 2/1a


Corsi di formazione permanente
ORDINE DEI GIORNALISTI FVG

LA CARTA DI FIRENZE
CONTRO IL PRECARIATO NEL MONDO GIORNALISTICO:
LA SOTTO-RETRIBUZIONE
La deontologia per la tutela dei diritti dei giornalisti precari

Promosso dal Centro Culturale Veritas di Trieste
con il patrocinio dell’Istituto Jacques Maritain di Trieste
e l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia

Contro la precarietà e la sottoretribuzione:
gli strumenti per la tutela del lavoro giornalistico autonomo
Tra questi la Carta di Firenze, carta deontologica dei diritti e doveri dei giornalisti, approvata nel 2011

Norme, criticità e possibili sviluppi verranno illustrati da
Maurizio Bekar, giornalista freelance,
vicesegretario Assostampa FVG,
 già del gruppo di lavoro estensore della Carta di Firenze

Modera:
p. Luciano Larivera S.I.
giornalista professionista e direttore del Centro Culturale Veritas

Crediti formativi: 4 deontologici

Iscrizioni aperte sulla piattaforma Sigef:

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Seguirà, dalle 18.30 alle 20.30:

La Carta di Milano dei giornalisti sul carcere
e la situazione al Coroneo

Con:

Francesco Occhetta S.I.
scrittore de La Civiltà Cattolica, consulente spirituale nazionale UCSI

Anna Bonuomo
responsabile dell’Area Pedagogica della Casa circondariale di Trieste

Crediti formativi: 4 deontologici

Iscrizioni aperte sulla piattaforma Sigef:

Si raccomanda ai colleghi che non possono partecipare a un corso al quale si erano iscritti di cancellare la prenotazione sulla piattaforma Sigef, per consentire la partecipazione ai colleghi in lista d’attesa. A questi ultimi è comunque consigliato di presentarsi al corso nell’eventualità, non infrequente, che ci siano dei posti liberi.

31 gennaio 2018

URGENZE DEL LAVORO AUTONOMO: DOCUMENTO CLAN-FNSI


«Senza iniziative adeguate verso il mondo del lavoro autonomo, 
sfruttato e senza diritti, la categoria e la professione sono destinate al tracollo»



Priorità politiche e sindacali, conferenza di organizzazione, progetto di riforma Inpgi 2 con la presidente Marina Macelloni (progetto ancora al vaglio dei ministeri vigilanti) e un appello rivolto ai candidati alle elezioni del prossimo 4 marzo per sensibilizzare il futuro Parlamento sui temi del lavoro autonomo e precario in ambito giornalistico.

È stata questa la cornice in cui si sono svolti i lavori della Commissione Nazionale Lavoro Autonomo della Fnsi presieduta da Mattia Motta (coordinatore Maurizio Bekar) riunita martedì 30 gennaio, in sala Tobagi in Fnsi.

Alta partecipazione per l'organismo nazionale di rappresentanza dei giornalisti non dipendenti, che nel documento finale sono intervenuti anche sul tema del Fondo in fase liquidatoria denominato Ex Fissa.

«L'auspicio – si legge nel documento approvato dalla Commissione – è che nei prossimi mesi il dibattito e l'iniziativa sindacale si concentrino sulle azioni urgenti per quel 65% della categoria rappresentato da autonomi, 'finti autonomi' e dal mondo della precarietà sottopagata e senza diritti, superando i profili d'iniquità presenti nel nostro welfare».

Nel documento, riportato di seguito e in allegato, gli autonomi della Fnsi parlano di «depauperamento del dibattito e delle azioni di politica sindacale verso la fascia maggioritaria della professione» e di «istituti economici acquisiti in altre epoche e contesti non sostenibili».

«Senza iniziative adeguate verso il mondo del lavoro autonomo, sfruttato e senza diritti – conclude la Commissione - la categoria e la professione sono destinate al tracollo». 


DOCUMENTO CLAN 30/1/2018:
PRIORITA’ CLAN E CONFERENZA D’ORGANIZZAZIONE

Negli ultimi mesi del proprio mandato, la Commissione nazionale lavoro autonomo ha indicato le seguenti priorità da affrontare con determinazione nella categoria, in spirito unitario, da qui al prossimo Congresso della Fnsi. Ciò anche nel contesto della “Conferenza organizzativa della Fnsi sulle problematiche del lavoro autonomo e della precarietà”, decisa dal XXVII Congresso Fnsi di Chianciano e da tenersi entro la prima settimana di maggio 2018.

Come da deliberazioni della Clan, la Conferenza dovrebbe affrontare quattro aree tematiche, sulla quali sono già disponibili (salvo aggiornamenti) dei documenti d’indirizzo su:

1) Contratto ed equo compenso
2) Formazione e rappresentanza sindacale
3) Nuovo welfare e servizi
4) Riforma della professione e dell’Ordine

La vastità delle aree tematiche individuate, e la necessità di un adeguato confronto di merito con più esperienze e punti di vista, consiglia di far precedere la Conferenza da incontri decentrati, anche per macro-aree regionali, in raccordo tra Giunta esecutiva Fnsi, ARS, strutture sindacali territoriali, la Clan e le Commissioni regionali lavoro autonomo.

Più in specifico, la Commissione Nazionale Lavoro Autonomo assume e fa proprio il Documento sulla Conferenza di Organizzazione presentato dal presidente Mattia Motta e indica tra le priorità dell’azione sindacale sul lavoro autonomo e precario i seguenti punti:

- Formazione quadri sindacali; Riforma e potenziamento delle rappresentanze del lavoro autonomo

- Contratti e retribuzioni: emersione dal “falso lavoro autonomo” e inclusione nel Ccnlg dei collaboratori strategici; emanazione da parte del Ministero della Giustizia dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi (L. n. 27/2012); attuazione del principio e della legge sull’equo compenso (L.233/2012) e dell’art. 36 della Costituzione, per una pari dignità fra tutti i giornalisti

- Individuazione di livelli minimi di assistenza (legale, fiscale, consulenza imprenditoriale, formazione e aggiornamento professionale, welfare...) da garantire agli autonomi a tutti i livelli

- Favorire la vertenzialità di autonomi e freelance

- Attivare iniziative specifiche per una campagna di tesseramento degli autonomi

- Attivazione di uno spazio web e sui social network dedicati al lavoro autonomo, aventi per riferimento organizzativo-editoriale la Fnsi e la Clan

Nel corso della riunione del 30 gennaio, la Commissione ha deliberato un documento-appello rivolto ai candidati e ai partiti politici in corsa alle elezioni del 4 marzo.

Infine, l’auspicio è che nei prossimi mesi il dibattito e l’iniziativa sindacale si concentrino sempre più sulle azioni urgenti per quel 65% in crescita della categoria attiva, rappresentato da autonomi, “finti autonomi” e dal mondo della precarietà sottopagata e senza diritti. Le condizioni di lavoro nel giornalismo sono drammaticamente precipitate negli ultimi 20 anni, egli “sfruttati e senza diritti” sono una maggioranza sempre crescente.
Per questo, in una visione unitaria della categoria devono prevalere principi di solidarietà intergenerazionali verso i più deboli, superando i profili d’iniquità presenti nel nostro welfare.
Un esempio su tutti: la “Ex Fissa”. Drenare risorse che potrebbero essere destinate a un riequilibrio in senso solidaristico del sistema è un errore da non ripetere: il mantenimento di istituti economici acquisiti in altre epoche e contesti oggi non più replicabili o concretamente sostenibili, rischia di depauperare dibattito e azioni di politica sindacale verso la fascia maggioritaria della professione. 
Senza iniziative adeguate verso il mondo del lavoro autonomo, sfruttato e senza diritti, la categoria e la professione sarebbero in breve destinate al tracollo.

(Approvato all’unanimità)

14 gennaio 2018

MANIFESTO: EQUO COMPENSO E DIRITTI AGLI AUTONOMI


Adesioni aperte (anche ai contrattualizzati)



No al lavoro autonomo sottoretribuito e senza tutele. Emanare i parametri ministeriali per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti. Attuazione della legge 233 sull’equo compenso dei giornalisti non dipendenti. E Statuto dei diritti, welfare ed equa retribuzione per i lavoratori autonomi di tutti i settori. 

Queste le parole chiave di un documento-manifesto, promosso da un gruppo di giornalisti freelance, diversi dei quali membri o ex membri della Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi, assieme a dirigenti nazionali e regionali della Fnsi, dell'Ordine dei giornalisti, contrattualizzati, pensionati e lavoratori autonomi “senza tessera”. 

Varie le adesioni di protagonisti delle battaglie per l'approvazione della legge sull'equo compenso e per i pari diritti ai lavoratori autonomi. Tra queste quella di Vincenzo Vita, giornalista ed ex parlamentare che curò gli ultimi passaggi ed emendamenti al Senato che permisero l'approvazione della legge, e di Giancarlo Ghirra, già segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.
Dal Friuli Venezia Giulia hanno finora aderitoMaurizio Bekar, coordinatore Clan-Fnsi e vicesegretario Assostampa FVG, primo firmatario del manifesto; Mattia Assandri; Claudio Bisiani, freelance, direttivo Assostampa; Sara Carnelos, giornalista professionista, Pordenone; Luciano Ceschia, giornalista e sindacalista; Cristiano Degano, presidente Ordine dei Giornalisti FVG; Clelia Delponte, pubblicista, vicefiduciaria Assostampa per Pordenone; Lorenzo Mansutti, pubblicista, vicefiduciario Assostampa per Udine; Alessandro Martegani, freelance, segretario Assostampa FVG; Paolo Radivo, Trieste; il Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa FVG.

L’intento del manifesto è quello di aprire una riflessione e un dibattito su questi temie stimolare una mobilitazione.

Di seguito il documento, nato trasversalmente alle appartenenze e aperto a ulteriori adesioni (a:giornalistifreelance@gmail.com) da parte di tutti quanti lo condividano (compresi i contrattualizzati e i pensionati): 


PARI DIRITTI ED EQUO COMPENSO
AI GIORNALISTI LAVORATORI AUTONOMI   

La buona informazione racconta l’attualità e illumina le dinamiche complesse della società.
Ma una buona informazione, per essere tale, dev’essere libera, indipendente e non ricattabile. 

Quando invece un giornalista non viene messo nella condizione di essere libero, indipendente e non ricattabile (dai poteri forti, dalle querele temerarie, dalle minacce, o dal bisogno economico), la possibilità di fare una buona informazione muore.

Oggi in Italia, come denunciato più volte dai colleghi, dal sindacato e dagli organismi di categoria, e da rappresentanti delle istituzioni, il 65% dei giornalisti attivi non ha un contratto da dipendente: sono lavoratori autonomi, quasi sempre sottopagati. Di loro, otto su dieci hanno un reddito annuale sui 10 mila euro; sono cioè sotto la soglia della povertà. 

Oggi in Italia i datori di lavoro, in un settore quasi senza vincoli, possono dettare unilateralmente ai giornalisti autonomi condizioni di ingaggio inadeguate e retribuzioni irrisorie, non rispettose dell’art. 36 della Costituzione sui diritti e sull’equa retribuzione del lavoratore.

PERTANTO

- RIBADIAMO CHE il lavoro autonomo sottoretribuito, con welfare limitato e sotto il costante ricatto occupazionale, lede i diritti del lavoro e della persona; e che nel caso del giornalismo lede anche la possibilità di fare un’informazione di qualità, libera e indipendente, nell’interesse dei cittadini e del sistema democratico.

- IL GOVERNO AVVII QUINDI CON URGENZA l’attuazione dalla Legge 233/2012 per l’equo compenso dei giornalisti non dipendenti, approvata in ossequio dell’art. 36 comma 1 della Costituzione ma ancora inapplicata. Si convochi la Commissione per l’equo compenso, già da tempo istituita e in carica, per il completamento dei suoi compiti istituzionali, che riguardano anche la tracciabilità del lavoro autonomo e la sanzionabilità di eventuali abusi o elusioni.

- IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA PROCEDA URGENTEMENTE - in riferimento alla Legge n. 27/2012 e al Decreto Ministeriale 140/2012 - all’emanazione dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti:inspiegabilmente unica categoria vigilata dal Ministero a non disporne, essendo inapplicabili per analogia quelle di altre professioni.
L’emanazione di tali parametri, già sollecitata sia dall’Ordine dei giornalisti sia dalla Fnsi, è ora indispensabile anche per determinare l’equo compenso del lavoro autonomo nei confronti della Pubblica Amministrazione e delle grandi imprese; ciò ai sensi dell’Art. 19-quaterdecies della recente legge 172/2017 (come ricordato anche nella circolare Inpgi sul tema, il 15 dicembre u.s.)

INFINE

dando atto che il riconoscimento di pari diritti e di un equo compenso in sintonia con l’art. 36 della Costituzione riguarda i lavoratori autonomi, di tutti i settori,

manifestiamo il nostro appoggio alle istanze che puntano al riconoscimento di un equo compenso, di un welfare adeguato e di un efficace Statuto dei diritti, per tutti i settori del lavoro autonomo. Perchè non vi possono essere diversità di diritti e tutele solo a seconda del fatto che sia lavoratori dipendenti o autonomi. E non si può legittimare che esistano - sulla base di questa sola distinzione - lavoratori di serie A e serie B, con maggiori o minori diritti gli uni rispetto agli altri.


FIRMATARI (all' 11/1/2018)
(documento aperto a ulteriori adesioni, a: giornalistifreelance@gmail.com)

Maurizio Bekar, consigliere nazionale Fnsi, coordinatore Commissione nazionale lavoro autonomo (Clan)
Ferdinando Baron, Clan Fnsi (Lombardia), Commissione Contratto Fnsi-Fieg
Susanna Bonfanti, Clan Fnsi (Toscana)
Anna Bruno, giornalista professionista freelance (Basilicata)
Claudio Chiarani, Clan Fnsi, vicepresidente Assostampa Trentina
Candida De Novellis, Clan Fnsi (Abruzzo)
Livia Ermini, Clan Fnsi (Lazio)
Antonio Fico, Clan Fnsi (Lazio), direttivo Stampa Romana
Dario Fidora, Clan Fnsi (Sicilia), Consigliere regionale Assostampa Sicilia
Luca Gentile, Clan Fnsi (Sardegna)
Francesca Marruco, Clan Fnsi (Umbria)
Ottavia Molteni, Clan Fnsi (Lombardia)
Francesco Monteleone, Clan Fnsi (Puglia)
Stefano Strano, Clan Fnsi (Marche)
Moira Di Mario, freelance, ex componente Clan Fnsi (Lazio)
Leyla Manunza, freelance, ex componente Clan Fnsi
Saverio Paffumi, freelance, direttivo Associazione Lombarda Giornalisti, ex componente Clan Fnsi, ex consigliere nazionale di disciplina Ordine dei giornalisti
Paola Vescovi, giornalista professionista
Commissione lavoro Autonomo Assostampa Sardegna
Paolo Barbieri, vicesegretario Associazione Stampa Romana
Massimo Bellomo Ugdulena, vicesegretario regionale Assostampa Sicilia
Claudio Bisiani, freelance, testata web FvgNews.net, direttivo Assostampa Friuli Venezia Giulia
Valeria Calicchio, giornalista
Alessia Cannizzaro, consigliere regionale Assostampa Sicilia
Attilio Giuseppe Cardella, giornalista freelance, Palermo
Giampiero Casagni, giornalista freelance, Caltanissetta
Luciano Ceschia, giornalista e sindacalista
Damiano Chiaramonte, giornalista freelance, Siracusa
Roberto Ciccarelli, freelance, segreteria Associazione Stampa Romana
Alberto Cicero, segretario regionale Assostampa Sicilia, consigliere nazionale Fnsi
Clelia Delponte, pubblicista freelance (Sudtirolo-Pordenone)
Antonio Di Giovanni, giornalista freelance, Palermo
Francesco Di Parenti, giunta esecutiva Assostampa Sicilia
Miriam Di Peri, giornalista freelance, Palermo
Maria Giovanna Faiella, giornalista
Antonio Fiasconaro, consigliere nazionale Fnsi
Roberto Ginex, segretario Assostampa Palermo, consigliere nazionale Fnsi
Franco Lannino, giornalista fotoreporter StudioCamera Palermo
Paolo Licciardello, consigliere nazionale Fnsi
Daniele Lo Porto, segretario provinciale Assostampa Catania
Giancarlo Macaluso, Presidente Assostampa Sicilia
Carmelo Maiorca, giornalista freelance Siracusa
Alessandro Martegani, freelance, segretario Assostampa Friuli Venezia Giulia
Manlio Melluso, giornalista freelance Palermo
Antonio Moscatello, Askanews, segreteria Associazione Stampa Romana
Antonella Mulé, giornalista freelance Palermo
Lazzaro Pappagallo, segretario Associazione Stampa Romana
Paolo Radivo, giornalista, Trieste
Luigi Ronsisvalle, consigliere nazionale Fnsi
Angelo Scuderi, giornalista freelance Palermo
Monica Soldano, freelance, segreteria Associazione Stampa Romana
Laura Tumbarello, giornalista freelance Palermo
Leonardo Testai, consigliere nazionale Fnsi
Giulio Volontè, freelance
Vito Campo, giornalista freelance, Trapani
Marina Piccone, giornalista freelance
Gianluca Cicinelli, giornalista precario (non freelance, ci tengo)
Gioacchino Schicchi, giornalista pubblicista, vicesegretario provinciale Assostampa di Agrigento
Tonino Pitarresi, giornalista pubblicista, Palermo
Salvatore Li Castri, vicepresidente Ordine Giornalisti di Sicilia
Vincenzo Lombardo, consigliere regionale Assostampa Sicilia
Salvatore Ferro, consigliere Ordine dei giornalisti di Sicilia
Giuseppe Pagano, giornalista freelance Palermo
Josè Trovato, segretario Assostampa Enna
Alessandro Anzalone, segretario Assostampa Caltanissetta
Annalisa Giunta, componente Consiglio regionale Assostampa Sicilia
Gianni Molè, segretario Assostampa Ragusa
Monica Adorno, componente Consiglio regionale Assostampa Sicilia
Fare Ordine, gruppo di giornalisti impegnati per la riforma della professione: Franco Nicastro, Riccardo Arena, Concetto Mannisi, Filippo Mulè, Placido Ventura, Eleonora Cosentino, Teresa Di Fresco, Totò Ferro, Antonella Folgheretti, Luigi Pulvirenti, Rosario Mazzola, Dario Piccolo, Giovanni Villino
Marina Mancini, componente Consiglio regionale Assostampa Sicilia
Alida Amico, giornalista professionista, Sicilia
Valerio Martines, giornalista, Sicilia
Prospero Dente, segretario Assostampa Siracusa
Gero Tedesco, segretario Assostampa Agrigento
Fabio Bonasera, componente Assemblea nazionale lavoro autonomo Fnsi (Sicilia)
Gianluca Reale, giornalista Blumedia, Catania
Francesco Celi, componente Giunta esecutiva Assostampa Sicilia
Sergio Taccone, giornalista
Valerio Cimino, tesoriere Assostampa Caltanissetta
Sara Carnelos, giornalista professionista, collaboratrice del Gazzettino, Pordenone
Marco Tripisciano, giornalista professionista, Odg Sicilia
Domenico Giampetruzzi, giornalista freelance, Santeramo in Colle
Barbara Cannata, giornalista, responsabile ufficio stampa e comunicazione Fillea-Cgil
Giuseppe Palomba, fiduciario Casagit Sicilia
Roberta Mazzacane, giornalista
Lorenzo Mansutti, vicefiduciario di Udine Assostampa Friuli Venezia Giulia
Vincenzo Vita, giornalista, già parlamentare che seguì la legge 233/2012 sull’equo compenso
Nino Sangerardi, giornalista freelance, Puglia
Antonio Seu, freelance, giornalista pubblicista, Sicilia
Nino Amante, componente giunta Assostampa Sicilia
Donato Fioriti, cons. nazionale Unaga (gruppo di specializzazione nazionale - agro alimentare ed ambientale FNSI), pres. Arga Lazio Abruzzo Molise (gruppo di specializzazione territoriale Unaga-FNSI), già Vice Segr. SGA (Sindacato Giornalisti Abruzzesi)
Silvia Farnese, segretaria-tesoriere Argalam (Gruppo di specializzazione territoriale FNSI)
Cristiano Degano, presidente OdG Friuli Venezia Giulia
Pietro Nigro, giornalista free lance (Napoli) e au di Italia notizie 24 Scarl (Roma)
Cinzia Boschiero
Antonio de Panfilis, direttivo Arga Lazio Abruzzo Molise (FNSI), dir. edit. Rete5.tv
Mattia Assandri, giornalista, Trieste
Manolita Rosi, giornalista freelance, Umbria
Coordinamento giornalisti precari e freelance del Friuli Venezia Giulia
Michele Barbaro, giornalista freelance
Dora Rametta, giornalista, Piemonte
Angelo Concas, giornalista, Sardegna
Giancarlo Ghirra, giornalista
Maria Chiara Perri, giornalista professionista
Gabriele Fontanelli, giornalista collaboratore, Firenze
Pino Rea, giornalista
Fabio Morabito, Presidente Sindacato Cronisti Romani
Simone Ceccarelli, giornalista espatriato, Gran Bretagna
Rosa Maiuccaro, giornalista freelance
Davide Pelanda, giornalista freelance, Torino
Marino Bisso, giornalista La Repubblica
Rete Nobavaglio Pressing
Vittorio Pasteris, direttore di Quotidiano Piemontese
Sabina Leonetti, giornalista, Puglia
Antonella Cardone, ex consigliere nazionale Ordine dei giornalisti

(adesioni aggiornate all'11/1/2017)

Il testo su Facebook:

Su Articolo 21:

PER ADERIRE inviare una mail a: giornalistifreelance@gmail.com

12 gennaio 2018

FINTO LAVORO AUTONOMO: EDITORE CONDANNATO

300mila euro da versare all'Inpgi



Il tribunale ha riconosciuto che i rapporti di lavoro erano riconducibili nell'alveo del lavoro subordinato «sulla base di consolidati criteri elaborati in questa materia» e «ribadendo ancora una volta la non essenzialità dell'apporto quotidiano dei lavoratori», spiega l'ente di previdenza.


Con due recenti sentenze del dicembre 2017, il tribunale di Roma ha confermato le risultanze ispettive emerse all'esito di un accertamento effettuato dall'Inpgi nei confronti della società editrice di un quotidiano a diffusione nazionale con il quale si era proceduto alla riqualificazione in termini di subordinazione di alcuni rapporti di lavoro che la società aveva ritenuto di natura autonoma.

Lo rende noto l'ente di via Nizza, attraverso il blog inpginotizie.it, rilevando che i giudici, confermando i rilievi mossi dagli ispettori, hanno condannato la società al pagamento della somma complessiva di quasi 300mila euro a titolo di contributi previdenziali.

«Nei casi di specie – si legge sul blog – il tribunale ha riconosciuto che i rapporti di lavoro intercorsi tra le parti erano senz'altro riconducibili al rapporto di lavoro subordinato giornalistico sulla base di consolidati criteri elaborati in questa materia, ribadendo ancora una volta, tra l'altro, la non essenzialità dell'apporto quotidiano dei lavoratori quando comunque gli stessi forniscano un'attività giornalistica continuativa e cioè "non occasionale, rivolta ad assicurare le esigenze informative aziendali"».

La pronuncia costituisce dunque «una significativa conferma degli orientamenti assunti dall'ente in tema di accertamento della natura subordinata dei rapporti di lavoro in ambito giornalistico», conclude la nota.


(Fonte: Inpgi, Fnsi)